Due parole su Bruce (on the tracks from 1972 to 1998)

NASCE PER CORRERE E TROVA CASA NEGLI OCCHI DI SUO FIGLIO

di John Strada

ON THE “TRACKS”

In un intervista rilasciata ai tempi di Born in the U.S.A. il giornalista chiese a Bruce cosa ne sarebbe stato di tutte le outtakes che aveva accumulato negli anni, ed egli rispose che non sapeva quando, ma prima o poi le avrebbe pubblicate in una raccolta. Dopo circa quindici anni ha mantenuto la promessa. Cinquantasei canzoni completamente nuove, molte sconosciute anche ai fans piu’ «religiosi». Alcune delle quali diventate «sconosciute» anche allo stesso Bruce (in un’intervista rilasciata ad un giornale americano ha ammesso che si era dimenticato dell’esistenza di Iceman. !?!?!?). Ci sono poi anche dieci canzoni gia’ bubblicate come retro di 45 giri (vi ricordate quando esistevano i 45 giri?).

Il materiale raccolto nei quattro CD e’ ottimo ed ha portato alla luce delle perle sommerse nell’oscurita’ degli scaffali polverosi della Columbia Records.

Il fatto e’ che di perle sommerse ce ne sono ancora tante. Due delle piu’ preziose, The fever e The promise, insieme a Truble river (una delle outtakes di Human Touch) grazie ad una rivoltante mossa commerciale trovano posto sul CD riassuntivo di Tracks. Tutti ci chiediamo pero’ che fine abbiano fatto certi «figliol prodici musicali» quali Song to orphans, Spanish eyes, Rancing in the street (alt. Version), Point blank (alt. Version), Cindy, The way, ecc. ecc.

Tuttavia, non mi sembra il caso di polemizzare e dispiacersi per queste nuove esclusioni, e’ molto meglio invece godersi il nuovo materiale. Come dicevo prima quasi tutte le canzoni contenute in Tracks sono ottime, ed e’ proprio per questo che con il nuovo CD quadruplo il vecchio Bruce ha ammesso e pubblicato la sua pazzia a tutto il mondo. Infatti, ascoltando molte di questa canzoni non si puo’ dare nessuna spiegazione plausibile per la loro esclusione dai dischi ufficiali al di fuori di uno stato di gravissima sclerosi precoce che deve aver colpito il povero bambino di Freehold quando era in fasce.

Tuttavia, ascoltando piu’ attentamente, si puo’ capire che non e’ proprio tutta pazzia, nelle esclusioni varie ci sono state delle scelte ben precise che cercheremo di capire insieme.

Prima pero’ vorrei spendere due parole sulla confezione che presenta Tracks. La forma de cofanetto e’ abbastanza originale ma poco pratica. La foto di copertina che ritrae Bruce quando era ancora povero e non si lavava i capelli, e’ abbastanza bella, ma quelle contenute all’interno del libretto sono piuttosto deludenti. Molte sono simili a quelle gia’ pubblicate negli album ufficiali o nei libri biografici. Un ottima idea e’ stata quella di includere tutti i testi con tanto di data di registrazione.

DALL’INNOCENZA AL SUCCESSO

Immagino quando doveva battere il cuore del ragazzo del New Jersey negli studi della Columbia Records. Era li, da solo con la sua chitarra a cantare le sue poesie, tanto vicino ai suoi sogni da poterli toccare.

Il ragazzo ha fatto un ottimo lavoro.

Il CD d’apertura e’ molto importante per capire il percorso di maturazione musicale di Springsteen e della E-Street band. Nelle canzoni registrate nel 1973 il gruppo suona in modo molto strano, stravagante. Il sound e’ indefinibile, meta’ acustico, meta’ elettrico, un po’ gitano.

Questi sono gli anni in cui si costruisce il suono della band e si sente chiaramente il contributo personale che ogni musicista porta all’interno del gruppo.

Clarence si esprime a livelli altissimi. La potenza e la dolcezza del suo sax sono inconfondibili. Gary Tallent e’ fantastico e il suo tocco sul basso e’ magico. Il lavoro di background che Federici ci regala con il suo Hammond e la sua fisarmonica e’ ottimo e Roy Bittan si distingue con un tocco di classe ineguagliabile. Il contributo di questi due musicisti e’ prezioso, infatti non bisogna dimenticare che la E-Street band e’ sempre stato un gruppo rock basato piu’ sulle tastiere che sulle chitarre. Steve Van Zand (all’anagrafe Stefano Lento) e’ indubbiamente il maggiore artefice dell’ Asbury sound. Fondamentale e’ l’arrivo di Max «Mighty» Weinberg che con il suo drumming potentissimo, semplifica moltissimo i tempi scomposti di Lopez tipici degli anni ’70 guidando la E-Street Band verso gli anni ’80.

MARY QUEEN OF ARKANSAS 03/05/72

E’ interpretata in modo eccezzionale, si sente la freschezza dei 22 anni di Bruce, la sua ingenuita’. La passione con cui canta e’ disarmante.

IT’S HARD TO BE A SAINT IN THE CITY 03/05/72

In questa virginale versione acustica si sentono gia’ tutti gli accenti che la caratterizzeranno nella versione ufficiale. Il finale e’ indeciso, sottolinea la spartanita’ della registrazione.

GROVIN UP 03/05/72

Anche questa versione anticipa la struttura di quella che abbiamo conosciuto sul primo disco. Il finale pero’ e’ leggermente diverso: manca di un accordo in La minore che invece troviamo nella versione gia’ comparsa su Greetings from Asbury Park, NJ.

DOES THIS BUS STOP AT 82ND STREET? 03/05/72

Stesso discorso che riguarda le canzoni precedenti.

BISHOP DANCE 19/02/73

L’unica cosa che posso dire e’ che avrei tanto voluto essere al Max Kansas City la notte del 19/02/73 (visto che avevo cinque anni non so cosa avrei capito, ma sono sicuro che mi sarei divertito). La magia di questa canzone e’ indescrivibile, ti strega, ti avvolge e non ti lascia piu’. L’esclusione e’ forse dovuta dal testo cha effettivamente non e’ dei piu’ ispirati.

SANTA ANA 28/06/73

Canzone scritta per «The wild», le sonorita’ sono ancora quelle di una band semi-acustica. E’ bellissima, compatibile con il secondo disco, ma dove metterla? Credo che escluderla sia stata una scelta molto dolorosa.

SEASIDE BAR SONG 28/06/73

Riff iniziale bruttino ma energico. La canzone si sviluppa bene, e’ carina, ma credo che non includerla in nessun album ufficiale alla fine sia stata una buona scelta. Anche il testo e’ piuttosto debole.

ZERO AND BLIND TERRY 28/06/73

Stupenda favola romantica. Una sorta di Bonnie and Clide senza peccato. Lui e’ si chiama Zero (nome non esattamente da winner) e’ innamorato di Terry ed e’ il capo di una gang : i Pythons.

Mentre questi ultimi, combattono contro i killers del padre di Terry, lei e Zero scappano e corrono incontro alla loro vita. C’e chi dice che ce l’hanno fatta, chi dice che sono stati catturati, ma «se guardi bene li puoi vedere insieme ai Pythons che scalano le strade del cielo». Semplicemente fantastica, favola romantica di un ingenuita’ commovente.

Strutturalmente molto strana : assolo di sax dopo la prima strofa, piena di dinamiche diverse, non si ripete mai. Cori allegri che creano l’atmosfera da favola. Si nota un ottimo controcanto femminile che non e’ segnalato nelle note del libretto.

Ottima canzone. Non avrebbe mai fatto successo. Ottima.

LINDA LET ME BE THE ONE 28/06/75

Non si capisce bene cosa ci faccia questa canzone in mezzo alle outtakes di «The wild». La data di registrazione 28/06/75 porta a pensare ad a confusione con il millesimo visto che le tre canzoni precedenti e quella seguente, sono state registrate esattamente due anni prima : il 28/06/73.

Premesso cio’, bellissima canzone d’amore, una di quelle che ti rimane dentro e non ti molla piu’. La voce e’ stupenda e il suono della band va a pescare nelle atmosfere tipiche degli anni 50 riuscendo a renderle deliziosamente attuali.

Improponibile per Born to Run ma annuncia The River. Con qualche piccola modifica la vedrei benissimo nel doppio album del 1980.

THUNDERCRACK 28/06/73

Canzone mito da sempre amata dai fans. Documentata in video ma mai su vinile. Molto bella, molto varia e piena di idee come del resto sono tutte le canzoni di Bruce di questo periodo.

RENDEVOUS

Registrata in diretta e non molto curata. La data della registrazione non e’ riportata, tuttavia il sound ci porta direttamente alla fine degli anni ’70. La conoscevamo gia’ nella versione ufficiale di Gary US Bond. E’ molto bella, ma la versione qui proposta non e’ eccezzionale.

GIVE THE GIRL A KISS 10/11/77

Gli arrangiamenti dei Miami Horns ci portano all’Asbury sound piu’ classico. Canzone divertente, bella ma assolutamente non adatta per Darkness. La band suona in modo piuttosto spartano ma molto efficace. E’ una canzone che segna una fase transitoria nella carriera di Bruce.

ICEMAN 27/10/77

Fantastica. Pelle d’oca dall’inizio alla fine. E’ cupa, sofferta, ricalca perfettamente le atmosfere di Darkness. Il riff del piano e’ ripetitivo, quasi ipnotico. Ti da l’idea della sleepy town piena di automi che ripetono la loro vita giorno dopo giorno senza mai farsi delle domande. L’uomo di ghiaccio non ne puo’ piu’ di rimanere nel vuoto della sua vita e decide di andarsene per trovare se stesso. Rifiuta le false certezze di questo mondo meccanico. Parte alla ricerca di quelle cose che ha sempre sentito dentro di se’ ma che non ha mai trovato.

BRING ON THE NIGHT 13/06/79

Canzone di transizione (vedi Give the girl a kiss), buona ma non adatta per The River. Ottima la strofa e interessante il ponte prima dell’assolo di sax. A proposito, cosa ci fa in questo CD una outtakes di The River?!?

SO YOUNG AND IN LOVE 06/01/74

Gia’ conosciuta col titolo di Action in the street. Il riff di sax iniziale e’ di una potenza travolgente, bellissimo. Fantastico Clarence. Arrivata in ritardo per «The Wild», improponibile per Born to Run, la metterei fra le canzoni di transizione, anche se, modificando un po’ l’arrangiamento la sentirei bene per The River.

HEART OF STONE 14/10/77

Ben conosciuta da tutti noi del New Jersey grazie all’amico Southside Johnny. Lentone soffertissimo. Eccezzionale. Lei lo cerca ancora, lui ha sofferto molto ma non riesce a respingerla e da ancora un’ultima possibilita’ al suo cuore di pietra.

E’ talmente bella e semplice che ti invoglia ad abbracciare la chitarra per scrivene subito una uguale. Questo pero’ porta ad un inevitabile falo’ dello strumento causato dalla frustrazione di non riusirci.

Adattissima per Darkness, il perche’ non compaia sul disco del ’78 e’ una delle prime cose che gli chiedero’ quando lo incontrero’.

DON’T LOOK BACK 02/07/77

Attacca ai cento all’ora. Potente, arrabbiata, bellissima. Non avrebbe sicuramente abbassato l’altissima qualita’ di Darkness. Secondo me e’ stata sacrificata per far posto a Prove it all night.

PRIGIONIERO DEL ROCK’N’ROLL

Il secondo CD comprende le outtakes di The river e parte di quelle di Born in the U.S.A..

Questo e’ stato senz’altro uno dei periodi artisici migliori della carriera di Bruce. La qualita’ e la quantita’ delle canzoni scritte e’ veramente impressionante. The River avrebbe dovuto essere quadruplo per contenere tutte la perle date alla luce in quegli anni.

Il sound della band e’ qui ormai completamente formato e consolidato. Vorrei spendere due parole sul contributo dato da Steve Van Zand al suono della E-Street Band e alle canzoni di Bruce.

Il ragazzo viene messo sulla busta paga dopo aver arrangiato i fiati di Tenth Avenue Freeze-out fischiettandoli. Con Born to run il gruppo cambia il modo di suonare. Il suono diventa completamente elettrico, meno eccentrico e per certi versi piu’ americano. Questo e’ il sound di Asbury Park. E’ il sound che caratterizza anche Southside Johnny e i suoi Asbury Jukes, di cui, guarda caso Steve ne e’ chitarrista, arrangiatore e produttore. Altra peculiarita’ delle canzoni di Bruce, soprattutto dal 75 all’84, e’ l’uso frequente di una seconda voce (quella di Steve appunto) che armonizza il canto principale. Questo suono caratterizza gli E-Streeters fino a Born in the U.S.A. (ultimo album in cui compare Van Zand). Dopodiche’ Bruce cambia completamente le sonorita’ dei suoi dischi.

Con questo non voglio dire l’Asbury Sound sia un’invenzione esclusiva di Little Steven, ma a mio avviso il suo contributo e’ stato determinante almeno quanto quello di Bruce.

RESTLESS NIGHT 11/04/80

Forse e’ la mia canzone preferita in assoluto. Quel colpo di charleston in apertura ti da il primo brivido. Comincia la canzone e subito ti avvolge nel sogno, nel ricordo del passato, di quello che eravamo, di quello che volevamo essere ma non siamo mai diventati. Un tempo vivevamo in un mondo magico tutto nostro, ma ora tutto e’ finito e io prego tutte le notti per tornare a ballare con te nell’oscurita’ del passato per ricadere in un sogno.

E’ la canzone piu’ romantica che io abbia mai sentito. Mi distrugge.

La musica e’ perfetta, gli arrangiamenti degni della migliore E-Street band. L’assolo di Federici e’ fantastico e il passaggio di batteria dopo l’assolo di chitarra e’ mozzafiato. Steve canta insieme a Bruce per quasi tutta la canzone e da un contributo enorme. La voce di Springsteen e’ perfetta. Nel finale urla. E’ disperato, non riesce a ritrovare il suo sogno.

Il motivo dell’esclusione di questa canzone e’ un’altra delle prime cose che gli chiedero’ quando lo incontrero’.

A GOOD MAN IT’S SO HARD TO FIND 05/05/82

Natale. It’s cloudy out in Pittsburgh. Lei e’ sola seduta vicino all’albero addobbato che pensa al suo passato, a come tutto e’ andato diversamente da come lei voleva. Lui l’ha lasciata e lei deve prendersi cura della figlia da sola. E’ una vita dura. Well it’s cloudy out in Pittsburgh, la canzone finisce come era cominciata, a testimoniare che questa e’ solo una delle tante storie di una citta’.

Vorrei sottolineare che Tallent fa un lavoro di basso accezzionale e le percussioni danno un tocco di classe degno di nota. La canzone e’ bellissima ma le sue sonorita’ non sarebbero state adatte per Born in the U.S.A.

ROULETTE 03/04/79

Si e’ gia’ detto tanto su questa canzone, e’ molto potente, una corsa disperata, una fuga. A mio parere il re-mixaggio l’ha penalizzata molto, e’ diventata troppo pulita, troppo quadrata. Anche se piu’ confusa preferivo la versione del bootleg Restless nigth. Molto bella ma non adatta per The River.

DOLLHOUSE 21/08/79

Solito tema ma affrontato in modo molto originale. Le sicurezze che c’erano all’inizio del rapporto si sfaldano. Bellissimi campanelli di piano che accompagnano tutta la canzone. L’assolo di Sax e’ sorretto solo dalla cassa di Max. Il risultato e’ ottimo.

WHERE THE BANDS ARE 09/10/79

Registrata pochi giorni dopo i concerti di No Nukes, la canzone e’ un bagno di freschezza. Degna della migliore tradizione degli E-streeters con tanto di assolo di sax e di chitarra che si rincorrono. Anche noi vogliamo essere dove sono le bands, in particolare dove c’e’ la tua, Bruce.

LOOSE ENDS 18/07/79

Una delle piu’ belle canzoni di Bruce. Capolavoro di semplicita’. Chitarre acustiche che riempiono e pianoforte in evidenza. Uno Steve fantastico che gioca sulle armonie della voce guida, fondamentale. Sax di quelli che ci fanno amare il mondo. Testo bellissimo, una frase su tutte : …e quando si schiudeva la notte ero sicuro che i tuoi baci mi avrebbero detto tutto cio’ che avevo bisogno di sapere. Anche qui, abbiamo un rapporto perfetto che si perde nel silenzio della coppia. Esclusione inspiegabile.

Di questa canzone non gli chiedero’ niente perche’ se no va a finire che litighiamo.

LIVIN’ ON THE EDGE OF THE WORLD 07/12/79

Simpatica. Sorretta da cori che la caratterizzano e’ un giochino di rock’n’roll ben riuscito.

WAGES OF SIN 10/05/82

Fantastica. Tensione eccezzionale per tutta la canzone. Lei lo tiene sempre sulla corda, ha capito il suo punto debole e gli fa pagare i peccati di entrambi. Rapporto basato sulla tortura psicologica, sui sensi di colpa. Lui non riesce a liberarsi delle sue paure di bambino. Sarebbe andata benissimo su Born in the U.S.A., ma a scapito di cosa?

TAKE THEM AS THEY COME 10/04/80

Un altro capolavoro. Riff iniziale semplicissimo, essenziale, molto efficace. Niente assoli. Anche qua’ la voce di Steve e’ fondamentale. La canzone viaggia sempre sul filo di un rasoio, tesissima. Inutile cercare di capire perche’ non sia mai comparsa in nessun disco ufficiale. Vallo a capire te!

BE TRUE 21/07/79

Sono stanco di usare questa parola, spero di non annoiare nessuno, ma nessun sinonimo puo’ sostituirla : capolavoro.

E’ un gioiello. Roy Bittan e Clarence Clemons su tutti dimostrano la loro classe. Il brivido comincia alla prima nota e non finisce piu’. Inutile parlarne, le parole non rendono l’emozione.

RICKY WANTS A MAN OF HER OWN 16/07/77

Outtakes di Darkness, ma e’ piu’ in sintonia con le sonorita’ di The River. Bella ma impossibile trovarle una collocazione sui dischi ufficiali.

I WANNA BE WITH YOU 31/05/79

E’ un capol…… no, questa volta non lo dico.

Si apre con una chitarra acida, potente, il piano gli